Il grafene si presenta come un materiale molto sottile, costituito da un solo atomo di carbonio prodotto casualmente in un laboratorio inglese che è valso ai suoi scopritori il Nobel per la fisica nel 2010.

Ha la resistenza meccanica del diamante ed è leggerissimo e flessibile come la plastica, è il miglior conduttore di elettricità ; non assorbe i cattivi odori, come quelli del sudore, rendendolo una scelta efficiente anche per l’abbigliamento sportivo.

I filati di grafene sono molto duraturi: mantengono le loro proprietà anche dopo numerosi lavaggi e in generale è un materiale molto resistente.

L’uso del grafene è limitato lo possiamo però trovare in particolari vernici, in alcune racchette, armature militari e in giubbotti antiproiettile.

Proprio nel mondo della moda, la prima giacca sportiva in grafene accoppiata con il naylon è riuscita a conferire a chi la indossa una perfetta termoregolazione distribuendo il calore in maniera uniforme, una maggiore traspirabilità ed impermeabilità.

Il grafene nei tessuti può essere utilizzato in tre modi: per mezzo di inchiostri, di membrane e fili.

Attualmente l’utilizzo maggiore nel settore tessile è quello sottoforma di inchiostri, applicati sull’intera (o parziale) superficie del capo.

Sebbene solitamente sia realizzato con minerali naturali attraverso processi chimici, esistono in commercio alcune varianti che si prefissano un’alternativa più sostenibile al grafene minerale grazie ad innovativi processi di produzione.